© Copyright Dott. Stefano Becagli - Psicologo - Riceve in Via Zurigo 24/4 Milano - P.Iva 07818800968 Tel. 349 3810997 - Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n° 11723

Biofeedback e sport, come migliorare la prestazione

Ogni   stimolo,   ogni   situazione   scaturisce   in   noi   una   risposta   a   livello   fisiologico,   mentale   ed   emozionale.   Questa   risposta   influenza   il nostro   modo   di   agire,   di   pensare,   il   nostro   gesto   tecnico.   Cosa   accadrebbe   se   avessimo   più   consapevolezza   di   quello   che   ci   accade?   Cosa accadrebbe se riuscissimo volontariamente ad influenzare queste risposte? Il    biofeedback     è    uno    strumento    collaudato    che    permette    agli    atleti    di    comprendere    cosa    accade    al    proprio    corpo    a    livello psicofisiologico,   nelle   situazioni   più   diverse.   Ma   non   solo:   permette   di   imparare   ad   influenzare   le   risposte   del   nostro   organismo   e   di esercitarne un controllo diretto. L’atleta   può   osservare,   attraverso   lo   schermo   del   computer,   il   funzionamento   di   determinati   parametri   fisiologici   che   contraddistinguono lo stato di attivazione dell’organismo:   temperatura periferica conduttanza elettrica della pelle dilatazione dei vasi sanguigni tensione muscolare attività respiratoria frequenza cardiaca variabilità cardiaca attività mentale (neurofeedback) Nello   sport   è   importante   che   lo   sportivo   abbia   coscienza   del   maggior   numero   possibile   di   processi   corporei.   Per   raggiungere   questa coscienza è molto utile l’utilizzo di Biofeedback . REGOLAZIONE DELL’ATTIVAZIONE Ogni   sportivo   ha   una   cosiddetta   “zona   di   funzionamento   ottimale”.   Con   questo   si   intende   un   determinato   campo   di   tensione   o   di attivazione   che   permette   la   prestazione   migliore.   La   maggior   parte   degli   atleti   si   trovano   in   questa   zona   durante   l’allenamento.   Durante una   competizione   però,   a   causa   di   una   produzione   supplementare   di   ormoni,   si   verifica   una   “ipertensione”   o   iperattivazione   e   così   una prestazione insoddisfacente. RIDUZIONE DELL’ANSIA AGONISTICA Allo   scopo   di   ottenere   una   desensibilizzazione   sistematica,   lo   sportivo   viene   condotto   in   determinate   situazioni   agonistiche   caratterizzate da   ansia,   tramite   immagini   o   sequenze   video.   Grazie   all’impiego   di   tecniche   di   rilassamento   e   alla   derivazione   dei   relativi   parametri (respirazione,   polso,   tensione   muscolare,   valore   di   conduttanza   cutanea),   l’ansia   viene   ridotta   e   eventualmente   la   situazione   connotata da ansia viene risolta. La logica conseguenza è un aumento della prestazione agonistica. RIABILITAZIONE DOPO INFORTUNI Anche   in   questo   caso   è   opportuno   in   primo   luogo   un   training   di   rilassamento.   D’altra   parte,   l’impiego   di   Biofeedback   aiuta   gli   sportivi anche   a   riacquistare   il   controllo   della   muscolatura,   a   dirigere   in   modo   più   corretto   l’impiego   della   forza   o   a   creare   una   tensione muscolare equilibrata in entrambe le parti del corpo. È inoltre possibile ridurre un’eventuale paura di nuovi infortuni. OTTIMIZZAZIONE DEL RECUPERO Come   supporto   in   misure   di   rigenerazione   attive   e   passive.   Lo   sportivo   impara   a   rilassare   i   muscoli   più   rapidamente   e   in   modo   migliore   e a   liberare   la   mente.   L’efficacia   delle   misure   di   recupero   viene   così   aumentata   È   possibile   un   allenamento   sportivo   più   intenso   e   gli   effetti desiderati (miglioramento della performance) vengono raggiunti più velocemente. ACQUISIZIONE DELLA TECNICA Un’attivazione   scorretta   conduce   nella   maggior   parte   dei   casi,   direttamente   o   indirettamente,   a   un   calo   della   prestazione,   dato   che l’atleta   non   si   sente   fisicamente   a   suo   agio.   Con   un   training   Biofeedback   dei   parametri   respirazione,   polso,   tensione   muscolare   e   valore di   conduttanza   cutanea,   lo   sportivo   riesce   a   rintracciare   tensioni   indesiderate,   scopre   movimenti   non   economici   e   può   influenzarli   e modificarli nella direzione desiderata. COME “SPIA SUL CRUSCOTTO” Sedute   regolari   di   Biofeedback   forniscono   un   quadro   del   rapporto   tra   carico   e   recupero.   Se   il   carico   è   eccessivo   e   il   recupero   non   più sufficiente,   si   osservano   modifiche   nei   parametri   che   indicano   sovrallenamento   (overtraining).   Fanno   parte   di   queste   modifiche   per   es. scarso   assorbimento   di   ossigeno,   polso   a   riposo   aumentato,   tensione   muscolare   aumentata,   modifiche   nella   curva   del   respiro   e   capacità di rilassamento solitamente ridotta.
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Biofeedback  

e  

sport,  

come

migliorare la prestazione

Ogni   stimolo,   ogni   situazione   scaturisce   in   noi una    risposta    a    livello    fisiologico,    mentale    ed emozionale.   Questa   risposta   influenza   il   nostro modo    di    agire,    di    pensare,    il    nostro    gesto tecnico.    Cosa    accadrebbe    se    avessimo    più consapevolezza   di   quello   che   ci   accade?   Cosa accadrebbe   se   riuscissimo   volontariamente   ad influenzare queste risposte? Il   biofeedback    è   uno   strumento   collaudato   che permette   agli   atleti   di   comprendere   cosa   accade al   proprio   corpo   a   livello   psicofisiologico,   nelle situazioni   più   diverse.   Ma   non   solo:   permette   di imparare   ad   influenzare   le   risposte   del   nostro organismo e di esercitarne un controllo diretto. L’atleta   può   osservare,   attraverso   lo   schermo del   computer,   il   funzionamento   di   determinati parametri   fisiologici   che   contraddistinguono   lo stato di attivazione dell’organismo:   temperatura periferica conduttanza elettrica della pelle dilatazione dei vasi sanguigni tensione muscolare attività respiratoria frequenza cardiaca variabilità cardiaca attività mentale (neurofeedback) Nello   sport   è   importante   che   lo   sportivo   abbia coscienza    del    maggior    numero    possibile    di processi     corporei.     Per     raggiungere     questa coscienza       è       molto       utile       l’utilizzo       di Biofeedback . REGOLAZIONE DELL’ATTIVAZIONE Ogni    sportivo    ha    una    cosiddetta    “zona    di funzionamento   ottimale”.   Con   questo   si   intende un     determinato     campo     di     tensione     o     di attivazione      che      permette      la      prestazione migliore.   La   maggior   parte   degli   atleti   si   trovano in   questa   zona   durante   l’allenamento.   Durante una     competizione     però,     a     causa     di     una produzione   supplementare   di   ormoni,   si   verifica una   “ipertensione”   o   iperattivazione   e   così   una prestazione insoddisfacente. RIDUZIONE DELL’ANSIA AGONISTICA Allo   scopo   di   ottenere   una   desensibilizzazione sistematica,     lo     sportivo     viene     condotto     in determinate   situazioni   agonistiche   caratterizzate da   ansia,   tramite   immagini   o   sequenze   video. Grazie   all’impiego   di   tecniche   di   rilassamento   e alla       derivazione       dei       relativi       parametri (respirazione,   polso,   tensione   muscolare,   valore di   conduttanza   cutanea),   l’ansia   viene   ridotta   e eventualmente   la   situazione   connotata   da   ansia viene    risolta.    La    logica    conseguenza    è    un aumento della prestazione agonistica. RIABILITAZIONE DOPO INFORTUNI Anche    in    questo    caso    è    opportuno    in    primo luogo   un   training   di   rilassamento.   D’altra   parte, l’impiego   di   Biofeedback   aiuta   gli   sportivi   anche a   riacquistare   il   controllo   della   muscolatura,   a dirigere    in    modo    più    corretto    l’impiego    della forza    o    a    creare    una    tensione    muscolare equilibrata    in    entrambe    le    parti    del    corpo.    È inoltre   possibile   ridurre   un’eventuale   paura   di nuovi infortuni. OTTIMIZZAZIONE DEL RECUPERO Come   supporto   in   misure   di   rigenerazione   attive e    passive.    Lo    sportivo    impara    a    rilassare    i muscoli   più   rapidamente   e   in   modo   migliore   e   a liberare    la    mente.    L’efficacia    delle    misure    di recupero   viene   così   aumentata   È   possibile   un allenamento    sportivo    più    intenso    e    gli    effetti desiderati    (miglioramento    della    performance) vengono raggiunti più velocemente. ACQUISIZIONE DELLA TECNICA Un’attivazione   scorretta   conduce   nella   maggior parte   dei   casi,   direttamente   o   indirettamente,   a un   calo   della   prestazione,   dato   che   l’atleta   non si   sente   fisicamente   a   suo   agio.   Con   un   training Biofeedback   dei   parametri   respirazione,   polso, tensione    muscolare    e    valore    di    conduttanza cutanea,     lo     sportivo     riesce     a     rintracciare tensioni    indesiderate,    scopre    movimenti    non economici   e   può   influenzarli   e   modificarli   nella direzione desiderata. COME “SPIA SUL CRUSCOTTO” Sedute    regolari    di    Biofeedback    forniscono    un quadro   del   rapporto   tra   carico   e   recupero.   Se   il carico    è    eccessivo    e    il    recupero    non    più sufficiente,   si   osservano   modifiche   nei   parametri che    indicano    sovrallenamento    (overtraining). Fanno   parte   di   queste   modifiche   per   es.   scarso assorbimento     di     ossigeno,     polso     a     riposo aumentato,     tensione     muscolare     aumentata, modifiche   nella   curva   del   respiro   e   capacità   di rilassamento solitamente ridotta.