© Copyright Dott. Stefano Becagli - Psicologo - Riceve in Via Zurigo 24/4 Milano - P.Iva 07818800968 Tel. 349 3810997 - Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n° 11723

La scelta dello sport per bambini e ragazzi

L’ attività   sportiva    nella   fase   del   ciclo   di   vita   dell’età   evolutiva   ha   una   notevole   influenza   sul   benessere   psico-fisico    del   bimbo   e/o dell’adolescente. Accadrà   prima   o   poi   che   nostro   figlio   sia   interessato   a   praticare   uno   sport.   Sarà   attratto   da   una   disciplina   in   particolare   perché   piace   al papà,   alla   mamma,   all’amico   del   cuore   oppure   perché   lo   avrà   visto   in   TV.   Potrebbe   anche   essere   attratto   da   diversi   sport.   Per   non   farsi trovare impreparati a quel momento è opportuno essere a conoscenza di alcune cose. Come   in   tutte   le   scelte   che   operiamo   nel   corso   della   nostra   vita   il   rischio   è   sempre   dietro   l’angolo.   In   merito   alla   scelta   dello   sport   il rischio   può   essere   quello   di   optare   per   una   disciplina   sportiva   più   alla   moda   o   perché   suggerita   da   altre   persone.   Accade   spesso   che qualche   genitore   consigli   o   “costringa”   il   proprio   figlio   a   cimentarsi   nello   sport   praticato   da   loro   in   età   giovanile,   probabilmente   per   avere un    riscatto    personale    per    traguardi    che    non    si    è    riusciti    a    raggiungere.    Questo    tipo    di    condotta    può    avere    ricadute    negative sull’autostima   del   proprio   figlio.   Pertanto   è   opportuno   che   i   genitori   evitino   di   proiettare   sui   propri   figli   questi   desideri   di   rivincita   e speranze inappagate. Perciò è fondamentale orientare e non imporre al proprio figlio la scelta della disciplina sportiva da praticare. E’   necessario   tenere   in   considerazione   le   predisposizioni   e   le   abilità   del   bambino   nella   scelta   dello   sport.      Quindi   è   essenziale   dedicare   la giusta   attenzione   al   ruolo   della   motivazione   nella   scelta   della   disciplina   sportiva   equilibrando   i   bisogni   evolutivi   del   bambino   con   le   sue aspirazioni,   e   questo   non   è   sempre   semplice.   Ad   esempio,   ad   un   bimbo   introverso,   potrebbe   essere   consigliato   al   suo   benessere   uno sport   di   squadra,   però   nello   stesso   tempo   potrebbe   essere   per   nulla   propenso   a   praticarla,   oppure   non   esser   particolarmente   portato   sul piano   delle   caratteristiche   fisiche.   Oppure   può   capitare   di   imbattersi   in   un   bimbo   maggiormente   incline   ad   uno   sport,   con   la   tendenza   ad esagerare   in   modo   eccessivo   alcune   caratteristiche   del   suo   carattere,   come   per   esempio   la   motivazione   e   l’individualità,   potenziando proprio quelle caratteristiche che andrebbero armonizzate e rese più accomodanti. Quindi   nella   scelta   della   pratica   sportiva   per   i   figli   è   opportuna   la   conoscenza   delle   attitudini   del   bambino   e   in   particolar   modo   una   giusta valutazione delle sue insicurezze sono i principi fondamentali per orientarlo allo sport maggiormente congeniale per lui. Il successo della scelta   Come   detto   in   precedenza   il   ruolo   che   giocano   le   motivazioni   sia   dei   genitori   che   dei   figli   per   uno   sport   piuttosto   che   un   altro   devono essere   indagate,   proprio   perché   la   buona   riuscita   di   tale   scelta   risiede   nell’equilibrio   fra   le   aspirazioni   e   i   bisogni.   Pertanto   le   motivazioni che   avvicinano   ad   uno   sport   piuttosto   che   ad   un   altro   possono   essere   diverse:   una   motivazione   ludica-socializzante,   una   motivazione   al successo, di benessere fisico/salutare ecc., che risultano essere dei genitori e/o dei figli. Nel   bilanciamento   fra   queste   motivazioni,   le   capacità   e   le   doti   del   soggetto   e   l’esistenza   oppure   no   di   una   motivazione   interna del’individuo, è presente il successo della scelta, scansando i rischi di delusioni e conseguenti abbandoni della pratica sportiva. Sport di gruppo o sport di squadra Spesso   si   orienta   verso   gli   sport   di   squadra   i   ragazzi   che   mettono   in   atto   comportamenti   di   introversione   e/o   di   eccessiva   timidezza. Questo   perché   frequentemente   questi   ragazzi   hanno   paura   del   confronto/giudizio   di   chi   gli   sta   vicino,   vivendo   un   vero   timore   di commettere   un   errore.   Per   conseguire   una   maggiore   sicurezza   in   se   stessi   uno   sport   di   squadra   può   essere   funzionale,   come   lo   è   anche, diversamente per chi si sente “troppo sicuro di sé”, di una foga che si tramuta di solito in un comportamento di insolenza. Nello   sport   di   squadra   l’effetto   del   gruppo   consente   di   venire   a   patti   con   la   delusione   e   la   frustrazione   di   una   sconfitta   con   l’esclusione   di tramutarli   in   un   insuccesso   personale.   Per   di   più   lo   sport   di   squadra   è   affine   alla   socializzazione,   cioè   un   raffronto   costante   che   per mezzo della condivisione di percezioni e il dialogo consente uno sviluppo completo anche sul versante comportamentale e cognitivo. Per   i   bambini   con   atteggiamenti   di   iperattività   spesso   è   consigliato   una   disciplina   sportiva   individuale,   questo   perché   in   tale   caso   la responsabilità   è   tutta   a   carico   del   bambino   e   quindi   è   necessario   osservare   una   maggiore   autodisciplina.   Ad   esempio   l’autocontrollo insegnato   in   queste   discipline   sportive   (judo,   karate   ecc.),   è   in   grado   frequentemente   di   ricadere   sui   comportamenti   negativi   mutandoli: lo sport spesso e volentieri riesce a raggiungere obiettivi importanti dove la famiglia e la scuola trovano delle difficoltà. La componente sociale ed educativa dello sport Tutti   gli   sport   sia   individuali   che   di   squadra   hanno   un   importante   funzione   nell’educazione   alla   socialità,   nel   rispetto   degli   altri   e   delle regole.   Lo   sport   riesce   a   mediare   tra   le   pulsioni   agonistiche/aggressive   con   quelle   collaborative   in   modo   tale   da   canalizzarle   al   meglio anche al rispetto dei componenti della propria squadra sia nei confronti dell’avversario. Spesso   si   dice   che   lo   sport   è   una   palestra   di   vita.   Soprattutto   per   i   ragazzi   lo   sport   ha   una   struttura   che   ricorda   il   mondo   scolastico   che, loro,   conoscono   bene.   Infatti   nello   sport   si   ritrovano   insegnanti,   il   gruppo   dei   compagni,   uno   staff   dirigenziale,   e   in   particolar   modo   delle regole   da   seguire,   valori   e   ideali   per   i   quali   devono   darsi   da   fare,   e   principalmente   prove   continue   (incontri,   gare,   partite)   con   cui misurarsi. Molte   volte   gli   ostacoli   e   le   esperienze   dirette   che   si   affrontano   nella   pratica   sportiva   sono   in   grado   di   temprare   il   carattere   dei   ragazzi   e quindi sostenerli a sovrastare i limiti, per tale ragione la scelta dell’attività sportiva per i propri figli è una decisione molto importante.
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La   

scelta   

dello   

sport   

per

bambini e ragazzi

L’ attività   sportiva    nella   fase   del   ciclo   di   vita dell’età   evolutiva   ha   una   notevole   influenza   sul benessere      psico-fisico       del      bimbo      e/o dell’adolescente. Accadrà    prima    o    poi    che    nostro    figlio    sia interessato   a   praticare   uno   sport.   Sarà   attratto da   una   disciplina   in   particolare   perché   piace   al papà,   alla   mamma,   all’amico   del   cuore   oppure perché    lo    avrà    visto    in    TV.    Potrebbe    anche essere   attratto   da   diversi   sport.   Per   non   farsi trovare     impreparati     a     quel     momento     è opportuno essere a conoscenza di alcune cose. Come   in   tutte   le   scelte   che   operiamo   nel   corso della    nostra    vita    il    rischio    è    sempre    dietro l’angolo.    In    merito    alla    scelta    dello    sport    il rischio    può    essere    quello    di    optare    per    una disciplina    sportiva    più    alla    moda    o    perché suggerita   da   altre   persone.   Accade   spesso   che qualche   genitore   consigli   o   “costringa”   il   proprio figlio   a   cimentarsi   nello   sport   praticato   da   loro   in età    giovanile,    probabilmente    per    avere    un riscatto   personale   per   traguardi   che   non   si   è riusciti   a   raggiungere.   Questo   tipo   di   condotta può   avere   ricadute   negative   sull’autostima   del proprio    figlio.    Pertanto    è    opportuno    che    i genitori    evitino    di    proiettare    sui    propri    figli questi      desideri      di      rivincita      e      speranze inappagate. Perciò   è   fondamentale   orientare   e   non   imporre al   proprio   figlio   la   scelta   della   disciplina   sportiva da praticare. E’     necessario     tenere     in     considerazione     le predisposizioni    e    le    abilità    del    bambino    nella scelta   dello   sport.      Quindi   è   essenziale   dedicare la   giusta   attenzione   al   ruolo   della   motivazione nella   scelta   della   disciplina   sportiva   equilibrando i    bisogni    evolutivi    del    bambino    con    le    sue aspirazioni,   e   questo   non   è   sempre   semplice.   Ad esempio,    ad    un    bimbo    introverso,    potrebbe essere   consigliato   al   suo   benessere   uno   sport   di squadra,    però    nello    stesso    tempo    potrebbe essere   per   nulla   propenso   a   praticarla,   oppure non    esser    particolarmente    portato    sul    piano delle   caratteristiche   fisiche.   Oppure   può   capitare di   imbattersi   in   un   bimbo   maggiormente   incline ad   uno   sport,   con   la   tendenza   ad   esagerare   in modo   eccessivo   alcune   caratteristiche   del   suo carattere,   come   per   esempio   la   motivazione   e l’individualità,      potenziando      proprio      quelle caratteristiche    che    andrebbero    armonizzate    e rese più accomodanti. Quindi   nella   scelta   della   pratica   sportiva   per   i figli   è   opportuna   la   conoscenza   delle   attitudini del   bambino   e   in   particolar   modo   una   giusta valutazione   delle   sue   insicurezze   sono   i   principi fondamentali       per       orientarlo       allo       sport maggiormente congeniale per lui. Il successo della scelta   Come   detto   in   precedenza   il   ruolo   che   giocano le   motivazioni   sia   dei   genitori   che   dei   figli   per uno   sport   piuttosto   che   un   altro   devono   essere indagate,    proprio    perché    la    buona    riuscita    di tale   scelta   risiede   nell’equilibrio   fra   le   aspirazioni e     i     bisogni.     Pertanto     le     motivazioni     che avvicinano   ad   uno   sport   piuttosto   che   ad   un altro   possono   essere   diverse:   una   motivazione ludica-socializzante,       una       motivazione       al successo,   di   benessere   fisico/salutare   ecc.,   che risultano essere dei genitori e/o dei figli. Nel    bilanciamento    fra    queste    motivazioni,    le capacità    e    le    doti    del    soggetto    e    l’esistenza oppure      no      di      una      motivazione      interna del’individuo,   è   presente   il   successo   della   scelta, scansando    i    rischi    di    delusioni    e    conseguenti abbandoni della pratica sportiva. Sport di gruppo o sport di squadra Spesso   si   orienta   verso   gli   sport   di   squadra   i ragazzi   che   mettono   in   atto   comportamenti   di introversione   e/o   di   eccessiva   timidezza.   Questo perché    frequentemente    questi    ragazzi    hanno paura   del   confronto/giudizio   di   chi   gli   sta   vicino, vivendo    un    vero    timore    di    commettere    un errore.   Per   conseguire   una   maggiore   sicurezza in   se   stessi   uno   sport   di   squadra   può   essere funzionale,   come   lo   è   anche,   diversamente   per chi   si   sente   “troppo   sicuro   di   sé”,   di   una   foga che   si   tramuta   di   solito   in   un   comportamento   di insolenza. Nello    sport    di    squadra    l’effetto    del    gruppo consente   di   venire   a   patti   con   la   delusione   e   la frustrazione   di   una   sconfitta   con   l’esclusione   di tramutarli   in   un   insuccesso   personale.   Per   di   più lo   sport   di   squadra   è   affine   alla   socializzazione, cioè   un   raffronto   costante   che   per   mezzo   della condivisione   di   percezioni   e   il   dialogo   consente uno    sviluppo    completo    anche    sul    versante comportamentale e cognitivo. Per   i   bambini   con   atteggiamenti   di   iperattività spesso    è    consigliato    una    disciplina    sportiva individuale,    questo    perché    in    tale    caso    la responsabilità   è   tutta   a   carico   del   bambino   e quindi    è    necessario    osservare    una    maggiore autodisciplina.      Ad      esempio      l’autocontrollo insegnato    in    queste    discipline    sportive    (judo, karate    ecc.),    è    in    grado    frequentemente    di ricadere   sui   comportamenti   negativi   mutandoli: lo   sport   spesso   e   volentieri   riesce   a   raggiungere obiettivi   importanti   dove   la   famiglia   e   la   scuola trovano delle difficoltà. La   componente   sociale   ed   educativa   dello sport Tutti    gli    sport    sia    individuali    che    di    squadra hanno   un   importante   funzione   nell’educazione alla    socialità,    nel    rispetto    degli    altri    e    delle regole.   Lo   sport   riesce   a   mediare   tra   le   pulsioni agonistiche/aggressive   con   quelle   collaborative in   modo   tale   da   canalizzarle   al   meglio   anche   al rispetto   dei   componenti   della   propria   squadra sia nei confronti dell’avversario. Spesso   si   dice   che   lo   sport   è   una   palestra   di vita.   Soprattutto   per   i   ragazzi   lo   sport   ha   una struttura   che   ricorda   il   mondo   scolastico   che, loro,    conoscono    bene.    Infatti    nello    sport    si ritrovano    insegnanti,    il    gruppo    dei    compagni, uno   staff   dirigenziale,   e   in   particolar   modo   delle regole    da    seguire,    valori    e    ideali    per    i    quali devono   darsi   da   fare,   e   principalmente   prove continue     (incontri,     gare,     partite)     con     cui misurarsi. Molte   volte   gli   ostacoli   e   le   esperienze   dirette che   si   affrontano   nella   pratica   sportiva   sono   in grado    di    temprare    il    carattere    dei    ragazzi    e quindi   sostenerli   a   sovrastare   i   limiti,   per   tale ragione   la   scelta   dell’attività   sportiva   per   i   propri figli è una decisione molto importante.